sabato 1 aprile 2017

TRADUTTORI: PAOLO COSTA

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che il traduttore Paolo Costa ha rilasciato alla nostra Shanmei.


Benvenuto Paolo, parlaci di te, raccontaci il tuo percorso di studi.
Ciao, grazie a te per avermi dato la possibilità di dire la mia!
Ho iniziato il mio percorso di studi seguendo il mio amore per la letteratura e le culture straniere. Ho avuto le idee chiare sin da subito: avrei studiato lingue e letterature, con l'intenzione di lavorare come traduttore per una casa editrice, o comunque di muovermi sempre nel campo dell'editoria.
Sin dalla prima media ho studiato tre lingue (inglese, francese e spagnolo) frequentando una classe sperimentale in cui si restava a scuola anche nel pomeriggio. Da lì ho scelto di frequentare il licelo linguistico qui a Trapani, per non perdere l'abitudine di saper parlare e leggere tre lingue diverse. I cinque anni del liceo mi hanno portato a dove sono adesso: un semplice studente di Mediazione Linguistica e Culturale all'Università degli Studi di Palermo.

Come è nato il tuo amore per la traduzione?
Be', dal momento che ho sempre avuto una strana fissazione per i libri e la letteratura straniera, posso dire che il mio amore è iniziato nel momento in cui decisi di provare a leggere i libri in lingua originale. Chiaramente, una lettura di questo tipo richiede sempre una “traduzione”, seppur mentale. Rendendomi conto che leggere in lingua era un'attività più o meno semplice per me, decisi di unirmi per poco tempo ad un gruppo di traduzioni amatoriali, poi ad un gruppo di sottotitolaggio di serie televisive o d'animazione. Infine eccomi qua, traduttore freelancer per diversi autori stranieri.

Come è iniziato il tuo lavoro di traduttore? Quale è stato il primo testo che hai
tradotto?
Se parliamo di lavoro vero e proprio, ho iniziato a Luglio dello scorso anno, firmando il primo contratto su Babelcube proprio il giorno del mio esame orale di maturità.
Tornando indietro nel tempo, per quanto riguarda la traduzione amatoriale, ho cominciato nel 2015 circa traducendo per conto mio il romanzo fantasy “Uprooted” di Naomi Novak. Assieme ad un gruppo di traduzioni amatoriali, lavorai ai primi capitoli del thrille paranormale “Jackaby” di William Ritter.

Hai fatto traduzioni per Case Editrici, Agenzie di marketing o pubblicità?
No, non ho mai avuto il piacere di lavorare per una CE vera e propria, nonostante i vari
tentativi di inviare il mio curriculum e farmi notare. Chissà, forse un giorno avrò anch'io la mia occasione.


Sappiamo che traduci autori stranieri che poi si auto-pubblicano in italiano. Come è
nata questa idea? Quali opere hai tradotto fino ad oggi? E perché le hai scelte?
Proprio così, ho deciso di tradurre per conto di autori stranieri che si sono auto-pubblicati sia in America che in Italia.
L'idea è nata leggendo diverse opinioni al riguardo su pagine e gruppi Facebook. Sentivo parlare tanto di siti come Freelancer e Babelcube, ma non ho mai prestato molta attenzione. Col tempo però, cominciai a sviluppare una certa voglia di mettermi in gioco e seguire finalmente la strada dei miei sogni. Mi sono iscritto su Babelcube e da lì è stato un attimo: ho trovato molti libri interessanti, ma quelli che ho scelto hanno catturato la mia attenzione per le recensioni positive su Goodreads e la trama accattivante. Confesso che anche una copertina affascinante ha il suo ruolo, nella scelta.
Ho tradotto “Oscure Discendenze” di A.R. Cooper e “La Leggenda degli Occhi Blu” di Kristin McMichael, nel frattempo sto lavorando anche a “Ossa e Corallo” di Tiffany Daune, vincitrice del premio Watty's Award 2016.

Hai riscontrato difficoltà nel far accettare agli autori questo nuovo modo di pubblicarsi in paesi stranieri o ne avevano già sentito parlare?
Devo ammetterlo, prima di cominciare a tradurre e dopo aver finito la traduzione di
“Oscure Discendenze”, avevo già provato a mettermi in contatto con altri autori sia per e-mail che tramite le loro pagine Facebook. C'erano molti libri che avevano catturato il mio interesse, su Goodreads, così avevo provato ad accaparrarmi quelli per primo.
Alcuni autori sono stati veramente difficili da convincere: non avendo fiducia nei traduttori
freelancer e non conoscendo l'editoria italiana, hanno preferito tirarsi indietro e non li biasimo per questo.
Molti altri autori, invece, non avevano mai sentito parlare di questa possibilità e, incuriositi, mi hanno chiesto come funzionasse e cosa avrebbero dovuto fare. Ho apprezzato molto la loro curiosità, per me era già un grande onore aver ricevuto una risposta, positiva o negativa che fosse.

Se questo tipo di pubblicazione diventasse sempre più diffuso, pensi che gli Editori non avrebbero più ragione di esistere o rimarrebbe solo una pubblicazione alternativa?
Spero, in cuor mio, che l'editoria continui ad esistere e prenda la decisione di migliorare
parecchio. Qui in Italia molte cose non funzionano, per come la vedo io, ma non mi sembra
il caso di arrivare a cancellare definitivamente l'editoria italiana per fare avanzare il mondo
del self-publishing internazionale.

Quanto tempo serve per portare a termine la traduzione di un romanzo?
Penso che la questione del tempo sia una cosa puramente soggettiva, ma in media ci vorranno due o tre mesi per consegnare una traduzione, se non si ha altro da fare nel frattempo.
Per esperienza personale, posso dire che mi ci sono voluti quattro mesi per finire un romanzo, tra diverse pause per vacanza o per studio, mentre per un altro libro ci sono voluti soltanto due mesi di vacanze natalizie per completarlo come si deve.

Tradurre è il tuo lavoro principale, o fai altre attività?
No, tradurre non è un lavoro vero e proprio per me, soprattutto ora come ora. Sono uno studente e sono disoccupato, anche se spesso ho lavorato in diversi ristoranti e cerco di afferrare qualsiasi occasione mi si pari davanti.

Preferisci una traduzione più letterale o creativa? O un mix delle due a seconda dei
casi?
Preferisco un misto tra le due, senza però lasciare che la traduzione cancelli molte frasi
(com'è già successo con molte case editrici famose) o che ne cambi il significato per
renderlo più “adatto” ad ogni tipo di lettore.

Esistono penali in caso di mancata consegna del lavoro nei tempi stabiliti? Ti è mai
successo di incorrervi?
Stando ai termini e condizioni di Babelcube, il sito tramite cui lavoro, sì.
Ci sono un sacco di penali: se l'autore decide di non assumerti più, se l'autore dovesse cancellare la pubblicazione del libro, se il traduttore decidesse di tirarsi indietro e se il
traduttore dovesse fare ritardo con la consegna.
Per fortuna non mi è mai capitato di finire in queste situazioni, e spero non capiti mai né a me, né agli altri colleghi traduttori... Sarebbe una bella batosta!

E veniamo al tasto più dolente, i pagamenti. Come ti tuteli dai committenti morosi?
Sono una persona molto flessibile, per fortuna. Se incappo in ritardi nel pagamento, riesco a resistere e stringo i denti, facendo forza poche volte ma sufficienti per avere quello che mi spetta.
Non mi è mai capitato di svolgere un lavoro gratuitamente o di incappare in una truffa, per questo mi ritengo fortunato, ma credo che in quel caso si dovrebbe semplicemente passare alle maniere “più forti” e agire, anche se conoscendomi non darei chissà quale peso alla faccenda.

Hai mai vinto premi dedicati a i traduttori?
No, e sinceramente neanche sapevo che esistessero! Questa cosa mi sorprende, ma proverò ad informarmi... Magari avrò il mio giorno buono, prima o poi.

Quale è l’ultimo libro che hai tradotto? Che difficoltà hai riscontrato?
L'ultimo libro tradotto è “La Leggenda degli Occhi Blu” di Kristin McMichael.
È un urban fantasy per adolescenti, quindi non ho incontrato grosse difficoltà. Spesso vengono usati slang giovanili, ma non è un problema insuperabile. L'unica grande difficoltà è quella di conciliare il proprio tempo, essendo uno studente e avendo lavorato a questa traduzione in piena sessione invernale all'Università.

Quale è il momento più bello per un traduttore?
A mio parere, il momento più bello è vedere l'opera completa e sapere che qualcuno la sta leggendo. La gente apre l'eBook o il cartaceo e, sulla prima pagina, vede anche il tuo nome. Non molti ci fanno caso, ma una volta che ci sei dentro anche tu, ti viene voglia di farlo notare a chiunque.
Personalmente, però, la soddisfazione più grande è stata vedere la cover italiana del libro che stavo traducendo. È lì che mi sono detto: “Cavolo, Paolo! Lo stai facendo davvero!”

Raccontaci un aneddoto, bizzarro, incredibile legato al tuo lavoro?
Non ho chissà che come aneddoto, ho avuto un'esperienza lavorativa abbastanza semplice e tranquilla fino ad ora.
Ho avuto un grosso fraintendimento con un'autrice, tramite uno scambio di messaggi in cui avevo capito che fosse anche lei omosessuale come me. Allora le scrissi: “Wow, team LGBT here!” ma lei mi disse che aveva usato il termine sbagliato per riferirsi alla sua migliore amica, ed io mi misi le mani in testa per la brutta figura.
Oltre a questo, mi capita spesso di notare autori che richiamano la mia attenzione su Twitter, dicendo ai propri lettori che vorrebbero me come traduttore. Purtroppo, essendo sommerso da romanzi su cui lavorare, non posso fare altro che rifiutare pubblicamente, anche se spesso mi dispiace tantissimo.

Quale consiglio daresti ad una persona che volesse intraprendere il lavoro di
traduttore?
Comincerei col dire che non è una strada facile e che non è tutto oro quel che luccica, a
partire dal trovare un lavoro per poi toccare il tasto dolente dei guadagni.
Un consiglio che darei, comunque, è quello di darsi da fare e cercare autori determinati a
spianare la loro strada anche in Italia e all'estero. A mio parere, non c'è sensazione migliore del sapere di aver lavorato ad un buon libro.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Dopo aver ricevuto i primi guadagni da “Oscure Discendenze”, aspetto la pubblicazione di “La Leggenda degli Occhi Blu” e nel frattempo sto lavorando al seguito, “Diventare una Leggenda”.
Da Maggio in poi sarò anche il traduttore di Tiffany Daune, con il suo romanzo “Ossa e Corallo”, il primo della serie Siren Chronicles che vedrà l'uscita dei due sequel nella prima metà del 2018.
Per la fine di quest'anno invece dovrei riuscire a lavorare ai prossimi volumi della serie The Shadow Bloodlines (“Legami Fatali” e “Sangue Antico”) e all'ultimo volume della serie Blue Eyes Trilogy (“Vincere la Leggenda”).

Non sapevo di essere un mutaforma, finché i cacciatori non mi hanno trovata... 
Quando la diciottenne Beth riceve un messaggio dal padre scomparso, avvertendola di non andare a scuola quel giorno, perché mai dovrebbe dargli ascolto? Ma quando degli sconosciuti si mostrano ad una delle sue lezioni, dandole la caccia e in cerca della sua morte, Beth deve fare i conti con la verità sui perché e su ciò che è realmente.
Amar è rimasto sepolto nella pietra per secoli. Desidera la libertà, ma solo il sangue di un mutaforma potrà renderlo libero. Dopo secoli bloccato nella forma di un gargoyle, dubita che sia rimasto qualcuno della sua specie. Eppure Beth lo trova, e qualcosa che va oltre la sua responsabilità di proteggerla inizia a riempirlo. Dovrà presto scegliere tra il dovere e l'amore.
Prima che l'ordine dei cacciatori la catturi, Beth e Amar dovranno trovare il padre mutaforma, affinché possano salvare le loro vite.

lunedì 27 marzo 2017

TRADUTTORI: STEFANIA PEZZATO

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che il traduttore Stefania Pezzato ha rilasciato alla nostra Shanmei.

Benvenuta Stefania, parlaci di te, raccontaci il tuo percorso di studi.

Ciao a tutti! Mi chiamo Stefania Pezzato e abito in un paesino in provincia di Treviso, in Veneto.  Dopo un anno passato a studiare cose che non mi piacevano, ho cambiato città e studi, decidendomi di andare a Verona per studiare Lingue e culture per l’editoria. Posso dire con piacere che, sposando il mio interesse per l’inglese e quello per i libri, sia stata una delle esperienze più belle avute finora. Ho svolto anche un anno di servizio civile in biblioteca, e ora mi ritrovo con un lavoretto da bibliotecaria part time e tanto amore per i libri e la traduzione!

Come è nato il tuo amore per la traduzione?

Sinceramente? Risale a così tanto tempo fa’ e a così tanti motivi che non me lo ricordo! Di sicuro fin da piccola ho adorato leggere, ricordo che a 9 anni leggevo Jules Verne e tuttora mi perdo nell’enorme biblioteca di mia zia. Inoltre ho sempre avuto una buona inclinazione per le lingue, in particolare per l’inglese. Questo mi porta da molti anni a vedere film e telefilm il più possibile in lingua originale.

Come è iniziato il tuo lavoro di traduttrice? Quale è stato il primo testo che hai tradotto?

I primi testi da me tradotti sono stati dei sottotitoli di serie TV! Poi sono passata alla letteratura attraverso Babelcube.

Hai fatto traduzioni per Case Editrici, Agenzie di marketing o pubblicità?

No, non ho ancora avuto la fortuna di lavorare in questi campi, ma spero di poterlo fare in futuro!

Sappiamo che traduci autori stranieri che poi si auto-pubblicano in italiano. Come è nata questa idea? Quali opere hai tradotto fino ad oggi? E perché le hai scelte?

L’idea è nata quando ho scoperto il sito www.babelcube.com. Appena creato un profilo mi sono messa alla ricerca di libri piuttosto corti, che semplicemente mi permettessero di stabilire e rispettare più facilmente le consegne. In seguito mi sono resa conto che il filone che mi dava più soddisfazioni era quello culinario. Ora mi sono “specializzata” in libri di ricette e traduco principalmente quelli, ma, se vi posso svelare un segreto, ora come ora sto traducendo un libro che fornisce molti consigli su come guadagnare dal proprio blog (è stata la lettura di questo testo a portarmi a contattarvi e a spronarmi a farmi più pubblicità!).

Hai riscontrato difficoltà nel far accettare agli autori questo nuovo modo di pubblicarsi in paesi stranieri o ne avevano già sentito parlare?

Gli autori lo conoscevano già dato che è parte fondamentale della politica del sito.

Se questo tipo di pubblicazione diventasse sempre più diffuso, pensi che gli Editori non avrebbero più ragione di esistere o rimarrebbe solo una pubblicazione alternativa?

Penso che questo tipo di pubblicazione sia molto utile per gli autori che non riescono ad inserirsi nel mondo delle case editrici o che hanno uno stile o un genere particolare, sul quale gli editori esitano a scommettere.

Quanto tempo serve per portare a termine la traduzione di un romanzo?

Avendo un lavoro part time a turni, cerco sempre di non fare promesse che non sono in grado di mantenere, per questo scelto libri sotto le 10mila parole. Per ogni libro impiego al massimo 20 giorni.

Tradurre è il tuo lavoro principale, o fai altre attività?

Tradurre è il mio secondo lavoro, il mio primo lavoro è in una biblioteca.
  
Preferisci una traduzione più letterale o creativa? O un mix delle due a seconda dei casi?

Cerco di stare il più possibile sul letterale, a meno che questo non risulti poco chiaro o cacofonico.

Esistono penali in caso di mancata consegna del lavoro nei tempi stabiliti? Ti è mai successo di incorrervi?

Non saprei se esistono penali perché non mi è mai successo, come dicevo prima stabilisco sempre tempi che sono sicura di riuscire a rispettare! Di certo non voglio crearmi una cattiva nomea tra gli autori…!

E veniamo al tasto più dolente, i pagamenti. Come ti tuteli dai committenti morosi?

Babelcube.com mi paga ogni mese regolarmente la mia parte di diritti d’autore sui libri venduti, non ho mai avuto problemi!

Hai mai vinto premi dedicati a i traduttori?

No, ma non sarebbe male un giorno vincerne uno…

Quale è l’ultimo libro che hai tradotto? Che difficoltà hai riscontrato?

“Le nostre ricette disintossicanti & dimagranti per slow cooker” è l’ultimo libro che ho tradotto. Le principali difficoltà riscontrate riguardano la conversione di pesi e misure nel sistema metrico e la ricerca di verdure e semi particolari (sono abbastanza estranea all’ambiente vegano). Nel tradurlo ho imparato molte cose nuove.

Quale è il momento più bello per un traduttore?

Cinicamente potrei dire quando si vede un picco di vendite, o una recensione positiva. Ma per me il momento migliore è il vedere un feedback in cui il lettore afferma che il mio lavoro è stato utile per lui. È sempre bello aiutare gli altri con il proprio lavoro.

Raccontaci un aneddoto, bizzarro, incredibile legato al tuo lavoro?

Sembrerà stupido, ma quando ero alle prime armi e ho cercato il mio nome per la prima volta su Amazon mi sono stupita del fatto che uscissero alcuni dei miei libri!

Quale consiglio daresti ad una persona che vorrebbe intraprendere il lavoro di traduttore?

Armatevi di pazienza, preparatevi all’idea di lavorare molto e guadagnare poco, se potete cercate di fare scuole specifiche e prendere contatti nel mondo delle case editrici.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Penso di continuare a tradurre freelance per ora, dato che questo si concilia bene con il mio lavoro part time e mi permette molta flessibilità. Cercherò di scegliere libri validi, ma devo dire che ogni libro che ho tradotto mi ha fatto crescere e mi ha lasciato qualcosa dentro.

Perdete peso. Vivete sani. Risparmiate tempo.
La dieta chetogenica da enormi benefici per la perdita di peso e uno stile di vita sano. Ma uno dei principali vantaggi è il controllo che vi può dare sulle vostre abitudini alimentari. Questo è reso ancora più facile quando avete una raccolta di facili ricette da seguire.
I pasti presentati in "Facili e Saporite Ricette Chetogeniche per Crockpot" vi permetteranno di mangiare sani piatti a basso contenuto di carboidrati con la giusta proporzione di grassi, proteine e altri elementi nutrizionali vitali. Mangiando questi piatti vi aiuterà anche a stare lontani da abitudini alimentari poco salubri che minano le possibilità che perdiate peso.
Le grandi ricette contenute in questo libro sono tutte chetogeniche e possono essere cotte in una crock-pot (pentola a cottura lenta). Questo significa che oltre ad essere salutari, sono anche faicli e comode per le persone che non hanno molto tempo da dedicare alla cucina. Ottimo per quei giorni in cui sei impagnata, pigra o semplicemente stanca.
Inoltre, le vostre sessioni in cucina sono facilitate da istruzioni passo passo per ogni ricetta. La maggior parte delle ricette non richiedono cotture precedenti, quindi potete semplicemente mettere gli ingredienti nella vostra crock-pot e impostare il timer. Ci sono anche suggerimenti per preparare pasti più saporiti.
Dato che vi sono 50 ricette in questo libro, pianificando e usando la fantasia potete farlo durare due mesi (poi ricominciate da capo!). Non dovrete più sprecare tempo prezioso cercando in internet le ricette per preparare piatti per voi o la vostra famiglia.


La noia prende il sopravvento su, e si ritrova ad accettare l'invito a visitare la casa di un Master e del suo schiavo. Una cena imbarazzante e una dimostrazione di potere velocemente portano ad un pomeriggio inaspettato, mentre Jim riceve la sua prima lezione di BDSM.










Il NutriBullet è un fantastico estrattore per il cibo che non solo crea gustose ricette, ma vi permette anche di avere i massimi benefici per la salute dagli ingredienti che usate. Questo libro vi offrirà molte ricette di frullati sani e gustosi. I frullati contenuti in questo libro sono pieni zeppi di minerali, vitamine, antiossidanti, proteine e fibre. E, soprattutto, sono estremamente gustosi.
Nelle prossime pagine scoprirete un'ampia varietà di ricette di frullati. Ad esempio un frullato verde
che consiste solitamente di frutta fresca e verdure scure, ricche di foglie come il cavolo, gli spinaci, la bietola e il cavolo riccio. Bok Choy e Romaine sono altre ottime scelte per i frullati verdi. Troverete anche frullati molto cremosi. Usando frutti cremosi come banana, mango, kiwi e papaia avrete quella densità meravigliosamente cremosa nei vostri frullati. Potete anche usare avocado, mele, bacche, pere, pesche e ananas.
Troverete anche una varietà di basi liquide. Latte di cocco, mandorle e soia, così come lo yogurt e il latte possono essere usati come basi liquide. Per benefici alla salute usate semi di chia, di canapa odi lino, proteine e polvere di acai, olio di cocco, burro di mandorle o cacao.
Quando fate dei frullati, volete ottenere una mistura molto densa. Quindi, per ottenere un frullato
molto "frullatoso" e risparmiarvi dei frullati falliti, usate la formula 60/40. La formula 60/40 è
semplicemente 60% frutta e 40% verdura. Il grande vantaggio del NutriBullet è che è costruito in
modo da creare frullati dalla densità perfetta. Iniziate a fare i tuoi frullati usando il vostro NutriBullet per mescolare le vostre verdure con la baseliquida. Poi, aggiungete la vostra frutta e frullate ancora. Se volete più sostanze nutrienti, usate meno ghiaccio e sostituitelo con un frutto congelato. Se vi piacciono i frullati dolci potete addolcirlo usando frutta naturalmente dolce. In questo modo eviterete dolcificanti artificiali e zuccheri lavorati.


Volete cucinare come vostra madre o vostra nonna? Volete che i vostri pasti siano saporiti e profumati e che siano una perfetta combinazione di effetti visivi e olfattivi? Inoltre, volete mangiare una colazione o un brunch caldi, saporiti e fatti in casa, preparati senza sforzo e senza trascorrere ore in piedi vicino al fornello o al forno? Allora quello che dovete fare è procurarvi una Crockpot e cucinarvi dentro le ricette per Crockpot illustrate in questo libro, per avere colazioni e brunch estremamente facili ma gustosi e salutari .

Imparerete come cucinare pasti saporiti da acquolina in bocca, come lo stufato di uova, la quiche di verdure, le lasagne crockpot, panini con carne cotta nella vostra slow cooker e anche zuppe nutrienti. Questo libro vi mostrerà anche come preparare fantastiche colazioni dolci e piatti per il brunch nella vostra crockpot, come il porridge, la quinoa dolce, lo sfornato di mele e banane e molto altro ancora.

 


Questo libro contiene consigli efficaci e strategie che vi possono aiutare ad ottenere un corpo e una mente sani attraverso l'alimentazione intuitiva.


Verrete a conoscenza degli errori comuni commessi dalle persone che ricorrono al rimpinzarsi quando sotto stress, lutto o annoiate. Imparerete di più sull'alimentazione emozionale. Leggerete anche del perché la dieta non vi aiuterà mai a perdere peso.





 
A Natale, Kara Hayward stringe un patto con le sue amiche. Indosserà una fascia per capelli di vischio mobile finché un uomo non la bacerà.


Il problema è che adesso è San Valentino.


Kara sarà costretta ad indossare la fascia della vergogna per il resto dell’anno, o troverà Mr. Giusto in un posto inaspettato?





Julie ama tutto di Rob, fissato con il sesso orale, tranne la sua lingua – finché non sogna una Lingua Mostruosa.
Il mostro avvolge Julie con la sua lingua, e la sua carne umida le invade ogni orifizio. Lei prova a lottare, ma non può scappare, e presto capisce che deve solo rilassarsi e goderne. Poi i suoi urli di goduria svegliano Rob, e lui le prova che la bocca di un uomo può procurare lo stesso piacere bagnato ai suoi orifizi.
Gli psicoanalisti Freudiani etichettano Rob come una persona estremamente fissata con l'oralità. Gli piace mangiare e bere. E masticare gomme di continuo.

E le ragazze del college amano quando lecca le loro fiche per un'ora o più.
Finché non incontra Julie. Lui la ama. Lei ama lui. Ma lei odiare ricevere piacere dalla lingua di un uomo – non sulla bocca, ma "lì sotto" – e questo minaccia la loro relazione.
Rob vuole farla godere come ha fatto con molte altre ragazze con cui usciva, ma lei reagisce schifandolo, il che lo ferisce.
Rob da la colpa ai genitori di lei, severi ed estremamente religiosi. Julie sospetta qualche problema psicologico.
A prescindere dal motivo, entrambi sperano che si risolva in fretta.
Fortunatamente per i due giovani amanti, una notte il Mostro del Sesso Orale li sente e risponde alle loro preghiere mute.
Entra nel sogno di Julie, e le fa sentire quanto eccitante ed intenso – per non dire appagante – possa rivelarsi il sesso orale.
Quando lei si sveglia, Rob realizza i suoi sogni di estati orale.
Poi lei fa lo stesso con Rob.
Faranno scintille.


Eric dà ad Annabel una lezione in 'Seduzione e omicidio' portando a casa Samuel, un intellettuale sexy. Ma quando Samuel dà ad Annabel più piacere di quanto lei possa immaginare possibile, in lei si insinua il dubbio: riuscirà a finirlo togliendogli la vita?











Steve scommette con il suo amico Jeff che avrebbe trascorso la sua vacanza nelle Filippine a rilassarsi sulla spiaggia, senza soccombere al fascino di una ragazza filippina al bar. Deve riprendersi dal suo recente divorzio. Ma quando incontra Reyna, con i suoi occhi dolci, succede qualcosa di strano. Ci casca – con tutte le scarpe. Jeff torna a casa con 5,000 dollari in più, e Steve molto più felice.
Steve deve riprendersi dal suo divorzio. Per anni al lavoro ha ascoltato il suo amico Jeff vantarsi delle sue avventure e dell'ottimo sesso asiatico fatto in vacanze nelle Filippine.
Palme. Spiagge di sabbia bianca. E belle ragazze asiatiche.
Troppo bello per essere vero, pensa Steve. Solo storie di sesso in Asia, molto esagerate.
Inoltre, ha più di 40 anni. Come può essere il sesso delle Filippine per lui? Quale bella ventitreenne filippina lo vorrebbe, se non per i soldi?
Cosa che rifiuta. Non vuole avere la sindrome da "vecchio sporcaccione". Vuole delle donne filippine che lo vogliano davvero.
Quindi progetta di cenare con del chicken adobo, insalata di frutta buko, e leche flan . . . bere succo di noce di cocco con un'aggiunta di rum . . . nuotare nel mare del Sud della Cina . . . cavalcare le onde . . . dormire al riparo dal caldo sole tropicale, all'ombra di una palma mentre un vento fresco soffia dal mare . . .
Dopo una cena rilassata, Steve va a bere con Jeff. Non c'è niente di meglio di una birra fresca nella notte calda, illuminata solo da chiare lampadine appese sulle panchine dei chioschetti . . . sabbia sotto gli sbagelli . . l'aria è piena di canzoni delle classifiche pop americane e filippine degli ultimi cinquant'anni . . . mentre, sotto il suo sguardo, i surfisti corrono sulle onde
Jeff suggerisce che Steve possa pasasre la serata con la barista – che è una "baklat" – un uomo gay travestito da donna.


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Il Babbuino Sciocco
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Le Ragazze che sposarono i Leoni
Mai giudicare un libro dalla copertina! Leggete di come due principesse hanno imparato questa importante lezione.


Sembra incredibile, ma il mondo di oggi, ricco di connessioni, non ha reso più facile alle persone trovare qualcuno da amare. Molte lacune sono state colmate dalla facilità di espressione e comunicazione, ma nuovi problemi sono sorti dagli stessi vantaggi.










Amiamo i piatti per slow cooker perché sono semplici, convenienti e gustosi. Ancora migliori sono i piatti per slow cooker che vi aiutano a perdere peso e mettervi in forma. Se seguite una dieta vegana o vegetariana vi accorgerete che state mangiando molti cibi ricchi di sostante nutrienti, pur assumendo poche calorie. Questo non significa che TUTTI i cibi vegani e vegetariani abbiano un basso apporto di calorie. Dovrete comunque controllare il vostro consumo di grassi e di cibi molto calorici, ma scoprirete anche che vi sentirete "pieni" più a lungo perché il vostro corpo starà ricevendo più sostanze nutritive del necessario. Alcune delle ricette sono indicate come disintossicanti. Tutte le ricette sono vegetariane o vegane e la maggior parte di esse vi aiuterà anche a perdere peso. Alcune delle ricette di dessert sono ad alto contenuto calorico, quindi usatele con parsimonia. Vorrete aggiungete subito questo libro di ricette salutari alla vostra collezione.



mercoledì 14 dicembre 2016

TRADUTTORI: INTERVISTA A LAURA LIUCCI

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che la traduttrice Laura Liucci ha rilasciato alla nostra Shanmei.


Ciao Laura, grazie per aver accettato il nostro invito. Raccontaci il tuo percorso di studi.



Grazie a voi, è sempre un piacere parlare del mio lavoro.

Il mio percorso di studi non è stato impostato sin dall’inizio sulla traduzione. Ho studiato Lingue nella Società dell’Informazione alla triennale e Lingue e Comunicazione Internazionale alla magistrale – con un focus sulla Linguistica e la Mediazione – epoi mi sono trasferita a Londra, doveho frequentato un’altra magistrale in Traduzione Specializzata. Nel frattempo, però, avevo già iniziato a lavorare nel mondo della traduzione letteraria.



Come è nato il tuo amore per la traduzione?



Direi che è nato dall’unione delle mie più grandi passioni: le lingue, la lettura e la scrittura. Avevo già un buon livello di conoscenza dell’inglese che stavo via via migliorando, e allo stesso tempo ero stata coinvolta in alcuni blog partecipativi e testate online per cui scrivevo di politica e attualità. Mi è sempre piaciuto raccontare storie, quindi il passo verso la traduzione letteraria è stato quasi naturale.



Come è iniziato il tuo lavoro di traduttore editoriale? Ricordi qual è stato il primo libro che hai tradotto?



Ho iniziato subito dopo la triennale e devo dire che sono stata molto fortunata, perché non è sempliceaccreditarsi in questo ambiente. Ho iniziato a mandare email a tutti gli indirizzi di case editrici che trovavo online, allegando il mio curriculum accademico ma anche i link ad alcuni miei articoli disponibili online. In questo modo avrebbero potuto leggere qualcosa di mio e vedere che, oltre a conoscere bene le lingue che avevo studiato, sapevo anche scrivere. Dopo decine e decine di email, alla fine Aliberti Editore mi ha proposto una prova di traduzione (pagata) dal tedesco su un libro illustrato per bambini. Che evidentemente dev’essergli piaciuta, perché subito dopo è arrivato il primo romanzo: “Flood” di Stephen Baxter, un hard science fiction in stile “The Day After Tomorrow”.



Acquisti i libri che traduci? E che sensazione provi quando vedi il tuo nome in qualità di traduttrice?



Ammetto che un vantaggio di questo lavoro sono… le copie omaggio! In genere è la casa editrice che manda una o due copie al traduttore del libro in questione. In ogni caso, mi è successo di comprarne altre da regalare. Quanto all’effetto che fa vedere il proprio nome lì in bella vista… beh, è davvero bello. Non dimenticherò mai la prima volta che ho visto un “mio” libro in libreria. Ero in stazione a Roma e stavo aspettando di partire. Ero entrata per comprare qualcosa da leggere, e arrivata in cassa, la ragazza stava aprendo degli scatoloni appena arrivati. Dentro c’era il libro di cui parlavo prima, il primo romanzo che avessi mai tradotto. Quando l’ho visto non ho potuto fare a meno di dirle: “È il mio, l’ho tradotto io!”.



Preferisci una traduzione più letterale o creativa? O un mix delle due a seconda dei casi?



Ecco, qui esce fuori l’insegnante che è in me… quindi mi scuso in anticipo. Più che letterale o creativa, io parlerei – più cautamente – di quanto si è disposti ad allontanarsi da testo di partenza. Per quanto mi riguarda, dipende dal testo che ho davanti, dall’argomento, dal tono, dalle lingue coinvolte e dalla vicinanza delle due culture che rappresentano. Insomma, il discorso sarebbe lunghissimo. Ma se dovessi semplificare, direi che sono una sostenitrice del funzionalismo, e cioè dell’importanza che la traduzione funzioni bene nella lingua di arrivo, che “produca gli stessi effetti” che produce nella lingua di partenza sul pubblico.



Raccontaci un aneddoto, bizzarro, incredibile legato al tuo lavoro.



Ne avrei parecchi, ma il primo che mi è venuto in mente risale a quando studiavo a Londra e traducevo solo da due o tre anni. Mi trovavo in metropolitana e da una settimana notavo che era tappezzata dalla pubblicità di un nuovo libro di un’attrice comica/scrittrice inglese. Sembrava carino, dovunque mi girassi me la ritrovavo davanti, e così avevo deciso che l’avrei comprato in serata, tornando a casa. Dopo un’ora mi chiamò la casa editrice per cui lavoro e mi disse: “Abbiamo una nuova traduzione da affidare: l’ultimo di Dawn French. Ti va di occupartene tu?”. Sono rimasta di stucco. Era una coincidenza assurda, e ovviamente ho detto di sì. Quindi alla fine non l’ho più comprato… me l’hanno mandato loro e la versione italiana è la mia.



Hai tradotto libri di Colleen Hoover, Larissa Ione, Lora Leigh, Lara Adrian, Catherine Bybee e altri. Hai mai avuto la possibilità di chiacchierare con qualcuna di loro?



Solo con Catherine Bybee. Ci siamo sentite brevemente mentre mi occupavo di “Not Quite a Date”. È stata molto carina e mi ha ringraziato (lei!?) del lavoro che stavo facendo.



A soli venti anni, Auburn Mason ha paura di aver perso ciò che aveva di più importante. Malgrado il dolore, le resta la voglia di lottare per rimettere sulla giusta strada un destino che sembra sfuggirle dalle mani, ma questa volta non dovrà esserci più spazio per errori e debolezze, tantomeno per l’amore.
Owen Gentry è l’enigmatico artista proprietario dello studio d’arte di Dallas presso cui Auburn ha trovato lavoro. È un giovane brillante, di talento, verso il quale Auburn sente fin da subito di provare un’attrazione speciale. A quanto pare, la vita le sta regalando un’altra occasione per lasciarsi andare e ascoltare il proprio cuore. Eppure c’è qualcosa che rischia di minacciare la ritrovata felicità, un segreto che Owen vorrebbe relegare nel proprio passato ma che torna prepotentemente a galla. Owen sa che l’unico modo per non perdere Auburn è condividere con lei ogni aspetto della sua vita, ma la verità, come le opere d’arte, si presta a interpretazioni contrastanti, e una confessione, talvolta, può essere più distruttiva di una menzogna...


Nella traduzione hai lavorato su testi di vario genere (chick-lit, fantascienza, young adults, romance, urban fantasy) ma qual è il tuo genere preferito? E qual è quello che ti preoccupa di più?



Non ho un genere preferito tra quelli di cui mi sono occupata finora, ma mi piacciono i dialoghi brillanti, al di là del genere. I libri della Ione, ad esempio, pur essendo paranormal romance, sono molto impegnativi da tradurre (e divertenti!), perché gli scambi tra i personaggi giocano continuamente sull’ironia e sul sarcasmo – elementi che in traduzione rappresentano una bella sfida.



Serena Kelley è una donna dai molti segreti. Da bambina le è stata concessa l’immortalità, a patto che rimanga vergine. Serena, però, non è immune al fascino maschile e quando incontra il demone Wraith sa che non potrà sfuggire al suo richiamo. Sarà lui a strapparle per sempre un dono così prezioso? Wraith è un demone implacabile e letale. Ma quando uno dei suoi nemici lo avvelena, deve convincere Serena a offrirgli l’unico antidoto in grado di salvarlo, e così la donna che dovrebbe annientare diviene la sua speranza. E mentre il loro mondo vacilla irrimediabilmente, i due si perdono fra le ombre della seduzione, lasciando al destino la scelta che tanto temono... Fra tentazioni proibite e desideri fatali, Larissa Ione ci presenta il nuovo capitolo di una serie ricca di colpi di scena e sensualità, che vi terrà sveglie fino a notte fonda.




Sappiamo che lavori come traduttrice per il gruppo Fanucci. Molti traduttori sognano di poter lavorare per una grande casa editrice italiana ma pare sia molto difficile (se non impossibile essere presi in considerazione). E' davvero così? Come sei diventata uno dei loro traduttori?



Come dicevamo prima, non è facile entrare in questo mondo. Perché difficilmente una casa editrice si affida a una persona senza esperienza, ma se nessuno ti fa tradurre il primo libro… come te la fai l’esperienza? Ma questo è un problema relativo a molte professioni, non sono alla nostra. Nel mio caso, è stata soprattutto fortuna… almeno all’inizio. Così come è stato per il primo romanzo che ho tradotto per Aliberti, infatti, anche con Fanucci ho semplicemente mandato il mio curriculum in redazione (e a quel punto avevo un paio di titoli all’attivo) e loro, che in quel momento avevano bisogno di nuovi traduttori, mi hanno proposto una prova. L’ho superata e mi hanno affidato il primo incarico.



Girovagando per la rete si trovano degli articoli in cui si suggerisce ai traduttori di fare una proposta editoriale a un editore. Pensi sia davvero una buona idea farlo oppure si rischia il tipico "Grazie, le faremo sapere."? Ne hai mai fatta una? Se sì, è stata accolta? Se no, conosci qualcuno che ce l'ha fatta?



La questione dello scouting è uno dei punti più discussi del nostro lavoro. Personalmente mi è capitato solo una volta di fare una proposta, e non ho avuto risposta. Ma ero proprio alle prime armi, e sono sicura che se la riguardassi adesso mi metterei le mani nei capelli. Il punto è che fare delle proposte non è facile. In primis, non tutte le case editrici le accettano. In secondo luogo, bisogna essere molto oculati e individuare la giusta casa editrice a cui mandare una data proposta in base al tipo di libri che pubblicano. Come dire, non ha senso proporre “Cinquanta Sfumature di Grigio” ad Adelphi. Detto questo, però, è certamente una buona idea provarci. Se ne parlava proprio un paio di settimane fa durante un incontro al Pisa Book Festival con alcuni editori, che sottolineavano come una proposta ragionata, ben argomentata, e così via, può essere un buon modo per spiccare tra le decine di volti e nomi che si propongono agli editori.



Hai lavorato poi come traduttrice per AmazonCrossing. Sappiamo che hanno una sezione dove è possibile caricare il proprio CV ma c'è anche la possibilità di essere contattati direttamente da loro. A te cosa è successo? Pensi che il fatto che tu abbia lavorato precedentemente per un editore italiano ti abbia aiutato?



Io sono stata contattata direttamente da loro nel 2013, agli albori del progetto AmazonCrossing. Credo mi avessero pescato dal database dei traduttori letterari del Centro per il Libro e la Lettura, per cui è stato certamente determinante aver lavorato per vari editori italiani (con cui, tra l’altro, continuo a lavorare). Ho anche tradotto subito una cosa per loro, un piccolo e-book su un’intervista a Obama (per i KindleSingles), ma poi il progetto AmazonCrossing aveva subito una battuta d’arresto. In ogni caso, dopo un paio di anni è ripartito e a quel punto mi è stato affidato il primo vero romanzo, “Non proprio un appuntamento”, di C. Bybee.



Jessica “Jessie” Mann, cameriera e madre single, è la praticità fatta persona. Anche se avesse tempo per uscire con gli uomini (e non ne ha) farebbe di tutto per garantire al figlio un’infanzia più tranquilla della propria. Per questo le serve un marito con i soldi! Così, quando Jack Morrison, un cliente terribilmente sexy con il cappello da cowboy e il sorriso accattivante, cerca di flirtare con lei, Jessie lo respinge perché apparentemente al verde. Dubita, infatti, che un sognatore come Jack possa garantirle la stabilità economica di cui ha bisogno. Sarà difficile resistere all’affascinante texano, con il Natale alle porte e il desiderio di non passarlo da sola.
Erede dei Morrison, proprietari di un impero degli hotel di lusso, Jack è abituato a essere adulato. Ora sente il bisogno di qualcuno che s’innamori di lui e non della sua ricchezza. Un giorno mette gli occhi su Jessie, ma il muro che la ragazza ha costruito intorno al proprio cuore potrebbe ostacolarlo. Così decide di nasconderle la sua vera identità e si offre di aiutarla a trovare il marito ricco che cerca. Peccato che la sua audace messinscena rischi di privarlo del desiderio che vorrebbe vedere esaudito per Natale...


Puoi raccontarci come avviene l'affidamento dell'incarico di traduzione in una casa editrice e in AmazonCrossing?



Nelle case editrici italiane per cui lavoro è il redattore a contattarti per proporti un libro piuttosto che un altro, in base alle loro esigenze ma anche alle tue attitudini. I traduttori che lavorano per AmazonCrossing, invece, hanno accesso a una piattaforma interna su cui vengono pubblicati i titoli dei libri che Amazon vuole tradurre. Poi, di volta in volta, i traduttori interessati a occuparsi di quel dato progetto possono inviare una prova di traduzione (in genere le prime pagine del romanzo) dando la propria disponibilità. Poi in redazione sceglieranno la “voce” più idonea a tradurlo.



E che differenze ci sono nel portarlo a termine?



Non ci sono grandi differenze, dal punto di vista del traduttore il lavoro è lo stesso: ti vengono affidati il libro e una data di consegna. Il traduttore lavora sull’opera e invia la sua traduzione entro la scadenza concordata. Dopo qualche settimana si riceve la traduzione revisionata da un altro professionista, si corregge il necessario, e si va in stampa.



Negli ultimi anni stiamo assistendo anche alla pubblicazione di libri stranieri in italiano senza il classico editore. Sono gli autori stessi che contattano un traduttore oppure usano Babelcube. Hai mai sentito parlare di questo fenomeno e in particolare di Babelcube? Si tratta di una piattaforma che mette in contatto autori e traduttori. Tutti lavorano con le royalties. Accetteresti di iscriverti? Se no, perché?



Ho sentito parlare di questo fenomeno, ma non conosco nel dettaglio né Babelcube, né altre piattaforme simili. In ogni caso, non credo che accetterei di lavorare in quel modo. Ritengo che il sistema con cui si lavora tradizionalmente nel mondo della traduzione, e cioè con la mediazione della casa editrice, sia garanzia di qualità. Per non parlare di quello che potrebbe succedere alle tariffe traduttive attualmente applicate dalle case editrici. Già così stiamo assistendo a una continua diminuzione dei compensi a cartella… se un sistema come quello prendesse piede in modo definitivo, temo che sarebbero più i problemi che le soluzioni.



Se questo tipo di pubblicazione diventasse sempre più diffuso, pensi che gli Editori non avrebbero più ragione di esistere o rimarrebbe solo una pubblicazione alternativa?



A mio avviso, non credo si possa arrivare a un punto tale da poter bypassare completamente gli editori. E personalmente, non me lo auguro nemmeno! Proprio per la questione della qualità di cui parlavo prima. Se continuerà a crescere, sarà in ogni caso come pubblicazione alternativa.



E per concludere, quali sono i tuoi progetti futuri?



Domanda da un milione di dollari. Innanzitutto, non lavorando solo con la traduzione editoriale ma anche con l’audiovisiva, soprattutto con la sottotitolazione di film e serie TV, spero di continuare ad ampliare il numero di progetti validi e interessanti di cui mi occupo in entrambi i campi. Dunque, libri e film sempre più belli e stimolanti! Inoltre, sono impegnata in campo accademico nell’insegnamento di teorie e tecniche della traduzione (per ora sotto forma seminariale), attività che mi piace molto e che spero possa crescere.