giovedì 5 aprile 2018

INTERVISTA A LILA ROSE

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che l'autrice Lila Rose  ha concesso al nostro blog (Intervista e traduzione a cura di Alice Arcoleo):

Today I’m very lucky to be interviewing Lila Rose author of “Holding out” (Hawks Motorcycle Club). Welcome Lila.
Oggi ho la fortuna di intervistare Lila Rose, autrice di “Non Resistermi” (Hawks Motorcycle Club). Benvenuta Lila.

Tell us a little about yourself and your background.
Parlaci un po’ di te. 

Hi, I’m from Australian, living in country Victoria with my husband and two monster. I starting writing in 2013. Self-publishing my first novel, Holding Out, in December of that year. Since then I’ve written 20 over novels. They range from romance, paranormal, young adult, and my favourite yet, romantic comedies. 

Ciao, vengo dall'Australia e vivo nello stato di Victoria con mio marito e due mostriciattoli. Ho iniziato la mia carriera di scrittrice nel 2013, quando ho auto-pubblicato il mio primo romanzo, Non Resistermi, nel dicembre di quello stesso anno. Da quel momento ho scritto più di venti romanzi. Spaziano dal genere romance, al paranormale, young adult, e il mio preferito, le commedie romantiche.

Is Lila Rose your real name or a pseudonym? If it is a pseudonym, how did you create it?
Lila Rose è il tuo vero nome o uno pseudonimo? Se è così, da dove nasce l’idea?

Lila Rose is a pseudonym. I use them because they’re my daughter’s middle names. She got Lila after my mum, and Rose after my husband’s mum.

Lila Rose è uno pseudonimo. È il secondo nome di mia figlia. Si chiama così perché Lila è il nome di mia madre, e Rose è mia suocera.

Tell us something about “Holding Out”. How did you come up with the idea?
Raccontaci qualcosa su “Non Resistermi”. Da dove ti è venuta l’idea di questo libro?

Holding Out all started from a dream. This scene actually:

I smiled before opening the front door.
 “Kitten,” Talon said as he looked at me from top to bottom. With a grin, he moved fast, because the next thing I knew, he was kissing me. My eyes sprang wide when his hot mouth touched mine.
 “Talon,” I mumbled around his lips, trying to shove him back. Unfortunately, well, not really, but still, yes unfortunately, when I spoke it gave Talon's tongue the chance to sneak in. As soon as it hit mine, I melted on a moan of abso-freakin'-lute pleasure. My abdomen clenched and my nether region quivered. I wrapped my arms around his neck and gave back as good as I was getting. In return, I received a groan. He picked me up, stepped inside, and kicked the front door closed behind him.
 Holy crap, Talon's kissing me. ME. God, he is good. Wait, why is he kissing me? ME?

At first, things were a little different in my mind. I had Zara’s brother as the bad guy, but then I thought up Julian so I had to change things around. Holding Out will always hold a soft spot in my heart, but I also know I’ve grown a lot in my work since then.


“Non Resistermi” nasce da un sogno, da questa scena per essere precisi: 

Quel pensiero mi fece sorridere prima di aprire la porta.
«Gattina,» disse Talon, osservandomi dalla testa ai piedi. Con un sorrisetto, si mosse velocemente, perché, prima che me ne rendessi conto, mi stava baciando. Spalancai gli occhi quando la sua bollente bocca toccò la mia.
«Talon,» mormorai contro le sue labbra, cercando di respingerlo. Sfortunatamente, be’, non proprio, quando aprii la bocca diedi a Talon migliore accesso. Non appena le nostre lingue si incontrarono, mi sciolsi tra gemiti di assoluto piacere. Il mio corpo si contrasse e le mie parti intime tremarono. Gli avvolsi le braccia al collo e ricambiai il gesto. In cambio, sentii il suo ringhio gutturale. Mi sollevò, entrò in casa, e chiuse la porta con il piede.
Merda, Talon mi sta baciando. Sta baciando ME. Dio, è così bravo. Aspetta, perché mi sta baciando? Perché proprio Me? 

All'inizio, alcuni dettagli erano diversi. Il fratello di Zara era un ragazzaccio, ma poi ho introdotto il personaggio di Julian e le cose sono cambiate. “Non Resistermi” occuperà sempre un posto particolare nel mio cuore, ma so anche di essere cresciuta molto da quando l’ho scritto.

Which actors/actresses would you like to see playing the lead characters from “Holding Out”?
Quali attori ti piacerebbe vedere nei panni dei personaggi di “Non Resistermi”?

I would love to see Mila Kunis play Zara, and Eduardo Verastegui to play Talon.

Mi piacerebbe vedere Mila Kunis interpretare Zara ed Eduardo Verastegui interpretare Talon.

Is there a character based on yourself?
C’è un personaggio ispirato a te?

Zara has a little bit of me in her. I’m quirky in my own way. 

Ho molto in comune con Zara. Sono bizzarra a modo mio.

Have you written other book series? Have they been translated into Italian?
Hai scritto altre serie? Sono state tradotte in italiano?

I have a BBW rom-com series, but they haven’t yet been translated. 

Ho scritto dei romanzi rosa BBW, ma non sono ancora stati tradotti.

We know that you decided to self-publish for the Italian market. How did you come out with this idea? How do you know Alice?
Sappiamo che hai deciso di auto-pubblicarti nel mercato italiano. Come hai avuto questa idea? Come hai conosciuto Alice?

I thought it would be good to branch out, see if others, who don’t usually read English would like my weird, wild biker world. I found Alice on Babelcube, which I’m very grateful for.

Ho pensato fosse una buona idea espandersi, confrontarmi con un nuovo pubblico di lettori e capire se avrebbe apprezzato il mondo bizzarro di motociclisti che ho ideato. Ho trovato Alice su Babelcube, e ne sono molto grata.

Do you proofread/edit all your own books or do you get someone to do that for you?
Ti occupi tu della revisione dei tuoi libri o hai un proofreader?

No, I don’t. I use Becky from Hot Tree Editing and her team. They’re amazing, I couldn’t do it without them. 

No, se ne occupano Backy della Hot Tree Editing e la sua squadra. Sono fantastici, non potrei farcela senza di loro.

What would you like to say to your Italian readers?
Che cosa vorresti dire ai lettori italiani?

Thank you for taking a chance on my work. Hawks MC: Ballarat Charter isn’t like most MC novels, it holds a lot of humour in most. 

Grazie per quest’opportunità. I personaggi della Hawks MC sono diversi dai protagonisti dei romanzi di questo genere, troverete uno spiccato senso dell’umorismo.

Could you tell us something about your future projects?
Potresti dirci qualcosa sui tuoi progetti futuri?

I’m really enjoying my BBW series, so I’ll be doing more of those. I’m planning to finish Hawks MC: Caroline Springs Charter (the spin-off to the Ballarat Charter) and then I’ll be moving into doing the children from the Hawks Club all grown up. 

Mi sto davvero divertendo a scrivere romanzi BBW, quindi continuerò su questa strada. Ho in mente di finire lo spin-off della Hawks MC (Hawks MC: Caroline Springs Charter) e poi mi occuperò dei figli ormai cresciuti dell’Hawks Club.

Thank you for your time x

Grazie per avermi dedicato il vostro tempo, baci.


La vita di Zara non è sempre stata rose, cioccolatini e vibratori... finché Talon, il Presidente della Hawks MC, non decide di corteggiarla.
Zara Edgingway è una segretaria di ventisei anni. Ha una figlia che la sa lunga e una migliore amica parecchio vivace, ma che è rimasta al suo fianco durante l'inferno che ha passato. Finalmente, il sexy vicino motociclista comincia a mostrarsi interessanto a lei.
Talon Marcus è il presidente del Hawks Motorcycle Club. Dopo aver trascorso due anni a sbavare dietro Zara, la sua solitaria ma energica vicina, decide di farla sua.
Quando il passato di Zara tornerà a farle visita, avrà bisogno non solo della protezione di Talon, ma anche dell'aiuto dei suoi fratelli. 
Se solo la smettesse di resistergli....
NB: primo libro di una serie.

giovedì 21 dicembre 2017

INTERVISTE AGLI ATTORI PROTAGONISTI DI AFTERBURN/AFTERSHOCK

In occasione dell'uscita del film Afterburn/Aftershock tratto dall'omonimo romanzo di Sylvia Day pubblicato in Italia per la HarperCollins Italia pubblichiamo la traduzione delle interviste realizzate dal blog http://www.theabstractnews.com/.
Ringraziamo The Abstract News che ci ha permesso di tradurre e pubblicare sul nostro blog.
(Traduzione a cura della traduttrice Cristina B.):

Questo pomeriggio ho avuto la fortuna di poter rivolgere alcune domande all'attore Tyler Johnson. Il protagonista del film prodotto da PassionFlix. Afterburn/Aftershock il nuovo film basato sull'omonimo libro di Sylvia Day. 

Ecco l'intervista a Tyler:

1. Prima di tutto, cosa ti ha attratto del ruolo di Jackson Rutledge?
Beh, quello che mi ha davvero attratto del ruolo era il conflitto tra desiderio e la concretezza sull'ambizione contro il cuore. Volevo davvero esplorare il personaggio e anche il libro mi è piaciuto molto.

2. Hai letto il libro per comprendere meglio il tuo personaggio?
Sì, adoro leggere. Alcuni dei miei autori preferiti sono Kurt Vonnegut, Albert Camus e Elmore Leonard. Come amante della lettura, penso che sia importante restare vicino al materiale originale. Studiavo il materiale ogni sera prima di andare a letto. Ho usato anche  il libro durante le riprese. Una cosa che ho imparato a proposito del genere romance è quanti benefici possa trasmettere.

3. Hai una scena preferita tra te e la coprotagonista Caitlin Leahy?
La scena del bacio e dello schiaffo. Prima di tutto, è stato fisicamente importante perché ho chiesto a Caitlin di non trattenersi. Ho studiato il metodo del Teatro Lee Strasberg & Film Institute, quindi volevo che la scena fosse più reale possibile. (Lei mi ha schiaffeggiato, dopo poi siamo scoppiati a ridere). Secondo, ci sono state ventitre ore su ventiquattro fatte di battibecchi, quindi questa scena è stata un po' diversa. E' stata girata anche al momento giusto. Mi ha ricordato il lavoro di Terrence Malik.      

4. In futuro prevedi di interpretare altri ruoli in film romance?
Penso sia una domanda interessante. I ruoli che interpreto sono quelli in cui cerco di ritrovarmi. Con il genere Romance, PassionFlix sta progredendo. Per quanto mi riguarda, il genere romance m'ispira. E' un genere per la parità e mi aiuta ad esplorare la mia mascolinità.

5. Considerato che Aftershock/Afterburn è basato sul romance di Sylvia Day, devo chiederti qual è il libro più romantico che hai letto?
Come prima risposta direi "Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen. Ci sono storie come "Enders Game," dove mi sono innamorato del coraggio di Ender. Questo è un'idea diversa di amore e di romanticismo. Ho amato anche l'amore tra padre e figlio nel romanzo "The Road" di Cormac McCarthy. 

6. Prima di concludere, c'è altro che vorresti dire ai fans?
Vorrei ringraziare pubblicamente Joany Kane, Jina Panebianco, Tosca Musk e PassionFlix per aver dato voce a questo mercato inesplorato e per l'opportunità

Vorrei nuovamente ringraziare Tyler Johnson per quest'intervista. 

Fonte: Intervista telefonica

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Ho avuto la fortuna di intervistare Caitlin Leahy che interpreta Gia Rossi nel film Aftershock & Afterburn. Quindi ecco le sue opinioni sul suo ruolo, sul film, e anche sui prossimi progetti:

1. Prima di tutto, cosa ti ha attratto del ruolo di Gia Rossi e di "Afterburn/Aftershock"?
Ci sono molte caratteristiche di Gia che mi attraevano, la sua "passione", l'ambizione, e la devozione verso la sua famiglia. Sapevo che mi sarei divertitia con il personaggio e la sua solida educazione italiana di New York. 

2. Hai usufruito del libro per comprendere meglio il tuo personaggio?
Sì, ho letto i libri dopo aver accettato il ruolo. Spesso abbiamo fatto riferimento al materiale sul set e abbiamo cercato di rimanere fedeli alla descrizione delle scene di Sylvia.

3. Hai una scena preferita tra te e Tyler?
Lavorare con Tyler è stata una gioia. Abbiamo condiviso molte risate sul set, ma devo ammettere che la scena più emozionante è stata la scena del bacio e dello schiaffo. 

4. Dal momento che questo film è un'esclusiva di PassionFlix, pensi che lo streaming abbia cambiato il modo di come i film vengano commercializzati la prima volta?
Assolutamente. I servizi di streaming rendono più facile per i film raggiungere un pubblico più ampio. Permette agli spettatori di godersi i film nella comodità di casa propria.

5. Visto che "Afterburn/Aftershock" è basato sul romance di Sylvia Day, devo chiederti, hai un romance o un autore preferito?
Sylvia Day, ovviamente! E' venuta sul set parecchie volte e ha fatto anche un cameo nel film.

6. C'è qualche altro nuovo progetto di cui vorresti parlare?
Interpreto il personaggio di Delilah nel racconto epico "Sansone". Uscirà nelle sale il 16 Febbraio 2018.

Vorrei ringrazioare Caitlin Leahy per l'intervista. E non dimenticarti di andare al cinema a vederla nei panni di Dalilah nel film "Sansone" l'anno prossimo.

Fonte: Intervista tramite email  

lunedì 27 novembre 2017

INTERVISTA A CELIA AARON

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che l'autrice Celia Aaron  ha concesso al nostro blog (A cura di LadyAileen e la traduttrice Cristina B.):

Dear Celia, thanks for accepting our invitation, tell us a little about yourself. When did you start writing?
Ciao Celia, grazie per aver accettato il nostro invito, raccontaci un po' di te. Quando hai iniziato a scrivere?

Thanks for having me! I've always been a writer. I used to write "Choose Your Own Adventure" stories (with badly-drawn illustrations) when I was a kid.

Grazie per avermi ospitato! Sono sempre stata una scrittrice. Da piccola scrivevo "Choose Your Own Adventure" (con illustrazioni non proprio perfette). ***Choose Your Own Adventure è una serie di Librigame per bambini dove ogni storia è scritta in seconda persona, nel quale il lettore assume il ruolo del protagonista e facendo determinate scelte determina le azioni del protagonista e lo svolgimento della trama.***

Is Celia Aaron your real name or a pseudonym? If it is a pseudonym, how did you create it?
Celia Aaron è il tuo vero nome o è uno pseudonimo? Se si tratta di uno pseudonimo, qual è la sua origine?

It's a pseudonym. The Celia part just came to me. I picked Aaron based on a Key and Peele skit called "Substitute Teacher" that had me howling with laughter.

E' uno pseudonimo. Celia mi è semplicemente venuto in mente. Ho scelto Aaron sulla base di uno sketch della serie televisiva Key & Peele dal titolo "Substitute Teacher" che mi aveva fatto morire dal ridere. 

Where do you pull inspiration from? Would you describe a typical day for a successful writer like you?
Come nasce un tuo libro? Come si svolge la giornata di una scrittrice di successo come te?

I pull inspiration from everything--things I read, movies I watch, places I visit, people I observe. A successful writer day is 4k words and a shower.

Traggo ispirazione da tutto--cose che leggo, film che guardo, luoghi che visito, persone che osservo. La giornata di uno scrittore di successo è riuscire a scrivere 4000 parole e fare una doccia.

What do your friends and relatives think about your stories? How do they support you?
Cosa ne pensano i tuoi amici e parenti delle tue storie? Come ti supportano?

My husband is my biggest cheerleader. He always reads my books first and gives me good feedback.

Mio marito è il mio più grande sostenitore. E' sempre il primo a leggere i miei libri e mi dà buoni consigli.

Why do you just write Dark Romance?
Perché scrivi solo Dark Romance?

I don't. I write all sorts of romance. I actually have a romantic comedy out right after Christmas called "You've Got Fail." But dark romance is something that I will always write, because I keep coming back to it, no matter what.

Non è così. Io scrivo vari tipi di romance. In realtà subito dopo Natale uscirà una commedia romantica dal titolo "You've Fot Fail." Ma il genere Dark Romance è qualcosa che scriverò sempre, perché non riesco a togliermelo dalla testa, nonostante tutto.    

We know that you decided to self-publish for the Italian market. How did you come out with this idea? How do you know your translator?
Sappiamo che hai deciso di auto pubblicarti per il mercato italiano. Come è nata questa idea? Come hai conosciuto il tuo traduttore?

I actually have a deal with a publisher for a couple of my other books, which are coming out soon. I wanted to do a self-published title to compare. The translator was recommended to me in the RARE (Romance Author and Reader Events) group on Facebook. I'll be attending the RARE signing in Rome on June 23, 2018.

In realtà ho un accordo con un editore per un paio di miei libri, che usciranno presto. Volevo far uscire un libro autopubblicato da confrontare. Il traduttore mi è stato raccomandato nel gruppo FB RARE (Romance Author and Reader Events). Parteciperò il 23 Giugno 2018 a Roma al RARE per il firmacopie.

Do you Know that there are foreign authors that self published in Italian language without Classical publisher? they use Babelcube.com. Have you ever heard about it?
Babelcube is a services where there are no upfront costs. It is free to translate a book and then convert it into the different file formats, publish it, update things like pricing, and track sales. This is a true partnership. Everyone —the rights holder (author or publisher), the translator, and Babelcube— make money as the book is sold through the sharing of royalty revenue.) 
 Sapevi che ci sono altre autori stranieri che si autopubblicano in lingua italiana senza il classico editore? Loro usano Babelcube.com. Ne hai mai sentito parlare?

Never heard of it.
Mai sentito.


Io scavo. È quello che faccio. Utilizzerò una pala per rispondere a una domanda, letteralmente. Tuttavia, alcune risposte sono rimaste sepolte troppo in profondità, per troppo tempo. Ma troverò anche quelle. E so dove scavare - la Tenuta Blackwood, sul margine del delta del fiume Mississipi. Garrett Blackwood è l'unica cosa che si interpone tra me e la verità. Un uomo spezzato - che possiede desideri capaci di danzare nella parte più oscura della mia anima - che è mio salvatore o mio nemico. Scaverò fino a quando non scoprirò tutti i segreti. Poi correrò affinché non possa trovarmi. L'unico problema? A lui piace quando corro.










Let’s talk a bit about your book Blackwood. How did you come up with the idea?

Raccontaci un po’ del tuo libro Blackwood. Come è nata l'idea?

I really wanted to write about a primal dom, which is what Garrett is. And I loved the idea of working a murder mystery into it.

Avevo proprio voglia di scrivere di un dominatore rude, come Garrett. E mi piaceva l'idea di lavorare su un caso di omicidio.

Let’s talk a bit about Garrett and Elise. How did you come up with these characters?
Raccontaci un po’ di Garrett ed Elise. Come sono nati questi personaggi?

Garrett had to be a gruff recluse, so I built him around that ideal. Elise had to be tenacious and smart, so I built her around that ideal.

Garrett doveva essere un solitario rude, così l'ho costruito in base a quell'ideale. Elise doveva essere tenace e intelligente e così l'ho costruita attorno a quell'ideale.

If your novel Blackwood would become a movie, which actors would you like as the main characters?
Se anche il tuo romanzo Blackwood diventasse un film quali attori sceglieresti per impersonare i protagonisti?

Henry Cavill and Kate Mara.

Henry Cavill e Kate Mara.

Who are your favourite female authors? Have you ever met them in a Convention or similar?
Chi sono le tue autrici preferite? Le hai mai incontrate in una Convention o qualcosa di simile?

Kristen Ashley, who I've met and who is a wonderful human being. Sarah J. Maas; I haven't met her yet, but I love her A Court of Thorns and Roses series. J.R. Ward; Black Dagger Brotherhood for life!

Kristen Ashley, che ho incontrato ed è una persona meravigliosa. Sarah J. Maas; non l'ho ancora incontrata, ma adoro la sua serie A Court of Thorns and Roses. J.R. Ward; La confraternita del pugnale nero tutta la vita!

Tell us a weird or funny anecdote tied to your work as writer.
Raccontaci un aneddoto bizzarro o divertente legato al tuo lavoro di scrittrice.

I use "I'm a writer" as an excuse every time I go to one of my kids' parent-teacher conferences and am in dire need of a shower, some makeup, and clean clothes.

Uso l'espressione "Sono una scrittrice" come scusa ogni volta che devo andare ad un incontro genitori/insegnanti e ho un disperato bisogno di una doccia, trucco e vestiti puliti.

Could you tell us something about your future projects for Italian market?
Puoi dirci qualcosa sui tuoi prossimi progetti per il mercato italiano?

My Christmas novella, Christmas Candy, will be out within the next month with Hope Edizioni, and a novel will be out next year with Hope Edizioni.

La mia novella natalizia, Christmas Candy, uscirà nei prossimi mesi con la Hope Edizioni, e un mio romanzo uscirà l'anno prossimo con la Hope Edizioni.

Is there anything else you would like to tell to your Italian readers?
C'è ancora qualcosa che vorresti dire ai lettori italiani?

Thank you for reading! Much love, and I can't wait to meet you in Rome at RARE on June 23! xx

Grazie di leggere i miei libri! Vi mando tanto affetto, e non vedo l'ora di incontrarvi a Roma il 23 giugno al RARE! xx

Thank you so much for answering our questions.
Grazie per aver risposto alle nostre domande.

Thank You so much!
Grazie mille a voi!

lunedì 13 novembre 2017

ANTONIO ORLANDO - VOXLIBRI

Abbiamo il piacere di avere nostro ospite Antonio Orlando ideatore e conduttore della rubrica televisiva VoxLibri.

Salve Antonio Orlando, grazie per aver accettato il nostro invito. Raccontaci qualcosa di te.

Intanto grazie infinitamente a voi per l’invito. Io risponderei così come ho scritto sul mio sito internet www.orlandoantonio.eu
Ho da sempre amato i LIBRI, così, nella loro essenza: dalle copertine, alla carta riciclata (ne ho anche scritti 3) fino ad immaginarmi la schiena china dei tipografi, lì, precisi, ad incollare, pagina dopo pagina. 
Ho da sempre amato la MUSICA, così, nella sua essenza di Creatura Unica et Magnifica, fino ad imparare, da autodidatta, a suonare (diciamo) 3 strumenti ed iscrivermi SIAE come autore-compositore. 
Ho da sempre amato il LAVORO, nella sua essenza di sostentamento personale, fino a creare qualche attività imprenditoriale al Sud Italia, senza dover lasciare la mia amata terra di Basilicata. Ho da sempre AMATO, e vorrei continuare a farlo....!!!!

Come è nato il tuo amore per la lettura? Quali sono i tuoi libri e autori preferiti?

Al 2° anno di liceo, in vista delle vacanze estive, il mio professore di lettere mi consigliò la lettura di un libro quasi immortale: SIDDHARTA di H. Hesse. Il primo tentativo andò molto male (forse non ero ben predisposto); per il secondo, mi recai in un bosco e lo lessi in quattro ore, senza mangiare nulla. Tornai a casa sconvolto (positivamente), e da quel giorno, i libri sono diventati la mia “dipendenza” quotidiana.
Di solito leggo sempre e di tutto:fra i tanti autori che prediligo c’è di sicuro James Patterson, il mio ispiratore per i miei primi due libri (il Killer di San Domenico e Morbo Sacro) due gialli ambientati a Roma, ma quando leggo Ugo Foscolo mi emoziono come un bambino.

Sei l'ideatore e il conduttore della rubrica televisiva Vox Libri. Per chi non ne ha mai sentito parlare, puoi spiegarci esattamente di cosa si tratta e come è nata l'idea?
voxLIBRI è una rubrica televisiva che persegue un solo obiettivo: dar voce ai Libri. Il programma è visibile su 18 emittenti televisive in tutta Italia toccando 18 regioni (vedi elenco Tv partner) raggiungendo oltre 1.800.000 telespettatori sul digitale terrestre, oltre alla spinta notevole delle ns. pagine social. Un’opportunità unica e singolare per gli scrittori cosiddetti “emergenti” (a me questa parola non piace, perché chi scrive ha la stessa dignità di chi è sponsorizzato dalla stampa nazionale). Ecco, voxLIBRI nasce per tentare di colmare questo abisso che in Italia esiste nel fantasioso e variegato mondo della Letteratura, abitato da un’infinità di scrittori bravissimi ma poco noti al grande pubblico. Però sia lo scrittore che il piccolo e medio editore, da oggi, non hanno più alibi: quasi 2 milioni di italiani possono conoscerli, devono solamente muoversi a contattarci.
Puoi raccontarci come viene preparata una puntata? Dal momento della richiesta via email all'autore fino alla messa in onda?

Beh, a questa domanda sarebbero state più adatte a rispondere le “terribili” ragazze della redazione. Il primo contatto con gli autori avviene via mail oppure sui social. Ad onor del vero, a seguito del bellissimo redazionale realizzato dal giornalista Rai Antonio Coronato per il tg2 - rubrica “Tutto il bello che c’è” diretta da Silvia Vacarezza – le mail ed i contatti si sono letteralmente triplicati. Ci tengo a precisare che noi chiamiamo gli autori uno ad uno prima di passare alla registrazione della puntata, per tentare di capire le loro reali esigenze, fugare i loro dubbi e cercare, sempre insieme, la formula migliore per partecipare a voxLIBRI.
Chi non può raggiungere i nostri studi televisivi per l’intervista (dura circa 10 minuti – un ottimo tempo per parlare di libri), può optare per due diverse soluzioni:

Gli Imperdibili: senza spostarsi da casa, per 10 secondi, la copertina del libro appare in fulllscreeen.

Ti presento il mio libro: grazie a "Ti presento il mio libro in 1 minuto" ogni scrittore ha la possibilità di farsi vedere in Tv (nel vero senso della parola) inviandoci un video in cui presenta il suo libro. È un momento molto atteso dai nostri telespettatori per l'originalità e l'efficacia del messaggio. È possibile sostituire il videomessaggio con book trailer e/o videoclip della durata di 1 minuto.


a    
Quante persone (oltre te) collaborano a questo progetto? Raccontaci qualcosa di loro. 

Quando ne parlai con Nicola Decio Dimatteo (il regista) rimase in silenzio per circa dieci minuti, poi mi disse: “Tu sei un folle a voler unire 18 televisioni in tutta Italia per parlare di libri, addirittura per trenta minuti, ma io sono più pazzo di te perché sarò il tuo regista” E così nacque voxLIBRI. Poi sono arrivate le “terribili” ragazze Giorgia, Mariangela e Laura che, ogni giorno, ci sopportano (a me e al regista) e danno forma alle puntate che vedete in televisione. Siamo una bella famiglia, unita e determinata.
A proposito,  nelle prossime puntate ci sarà una piacevole novità: i lanci del programma non li farò più io ma Edith, bellissima e bravissima, che ha sposato il progetto con una carica pazzesca.

Quale è stata la puntata più divertente o che ti è rimasta più nel cuore?

TUTTE, e lo dico a caratteri cubitali perché è la verità: ogni puntata nasce con gli scrittori, passo dopo passo, con l’unico obiettivo di dar voce al libro che presentiamo. Altro obiettivo: è far sentire tutti gli autori a proprio agio.
La cosa più appagante è l’affetto che gli stessi ci manifestano quando vanno via: ci scrivono che gli manca la famiglia di voxLIBRI, ma non possiamo adottarli e sfamarli tutti, fino a quando il regista non decide, seriamente, di mettersi a dieta.

Ricevete più richieste da parte di autori self o che si pubblicano con Case editrici? C'è un genere letterario che non trattereste mai? Se sì, quale e perché?
Per nostra fortuna sono gli autori in primis che ci contattano, rispetto agli editori che per il momento sono un po’ fermi sull’uscio ad osservare. Io ritengo che le classiche presentazioni siano ormai superate: il posizionamento televisivo che garantiamo può davvero aiutare lo scrittore e l’editore a farsi “vedere” dal pubblico italiano che ancora preferisce gustarsi, sul divano di casa, una bella e divertente intervista. Ah, dimenticavo, le ragazze mi rimproverano perché faccio sorridere troppo durante le interviste, ma il bello di voxLIBRI è proprio questo, altrimenti non avrebbe avuto senso. Come si fa a precludere un genere letterario a discapito di un altro? La letteratura non ha confini, barriere, limiti: chiunque scrive ha qualcosa, a suo modo, da raccontare, e noi siamo qui pronti ad accoglierli.

Quale scrittore/scrittrice ti piacerebbe ospitare nella tua rubrica e non è ancora intervenuto? E perché?
 
Io ho un brutto difetto: dico sempre quello che penso, senza filtri. E alla tua domanda rispondo seccamente: tutti quelli che vogliono raccontare se stessi attraverso le loro opere, perché credo in ciò che ho dichiarato prima.
La parola “emergente” è stata creata da chi ha monopolizzato e ancora monopolizza le presenze in tv e sui giornali degli scrittori “affermati”.
Va bene parlare di ricette, di diari, di avventure goliardiche avvenute negli spogliatoi degli stadi etc.. ma un buon libro prescinde sia dalla casa editrice blasonata che dal VIP che l’ha scritto.
In italia ci sono tantissimi scrittori capaci, ma se dovessi sceglierne uno ti direi Alessandro Manzoni, al quale rivolgerei una sola domanda:
“Come le è venuto in testa di rovinare il matrimonio a Renzo e Lucia che avevano già prenotato la sala e pagato i fiori per la chiesa” –

Da qualche anno sempre più autori stranieri decidono di autopubblicarsi in italiano assumendo un traduttore o cercandolo attraverso piattaforme come Babelcube ma sono in pochi a dar voce a questo tipo di pubblicazioni. Avete mai pensato ad una rubrica dove ospitare i traduttori di queste opere? 
Conosco la piattaforma Babelcube e la trovo geniale. Se abbiamo pensato a loro? Onestamente no, ma grazie al tuo assist, ordino alle ragazze di adoperarsi all’istante.  

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Tanti, tantissimi, ma adesso dobbiamo pensare a voxLIBRI. Siamo entusiasti di quello che abbiamo già realizzato in così pochi mesi. Io vi invito a visitare il nostro sito internet www.voxlibri.it e a seguirci sulle nostre pagine social. Ed ovviamente in televisione. Buon voxLIBRI a tutti. E grazie ancora.

Foto: Fornite da voxLibri

martedì 31 ottobre 2017

TRADUTTORI: LORENZA BRAGA

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che la traduttrice Lorenza Braga ci ha concesso.


Ciao Lorenza, grazie per aver accettato il nostro invito. Raccontaci il tuo percorso di studi.

Mi sono laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, con una tesi in letteratura angloamericana. Poi ho intrapreso altri percorsi e lavorato in altri settori, ma il mio amore per la letteratura è sempre stato così forte che mi ha spronato a cambiare vita e quindi, diversi anni dopo la laurea, ho deciso di frequentare un corso specifico di traduzione editoriale, il corso Tradurre la letteratura presso la Fondazione San Pellegrino di Misano Adriatico, che mi ha dato le basi per trasformare in un lavoro a tempo pieno quello che fino a quel momento era stato quasi solo un hobby.

Come è nato il tuo amore per la traduzione?

In realtà è cominciato molto presto, già alle medie mi dilettavo a tradurre i testi delle mie canzoni preferite, in modo da poterle cantare in italiano ma rispettando ritmo e significato. Poi un giorno, nei primi anni delle superiori, stavo leggendo un romanzo di Stephen King, quando mi imbattei in un’incongruenza. Ora non ricordo né il romanzo né il dettaglio, ma so che era un particolare troppo italiano per l’ambientazione americana della storia. Così ebbi una folgorazione: quello che stavo leggendo non era il “vero” romanzo di Stephen King, ma quello che aveva scritto il suo traduttore. Da lì ho iniziato a prestare molta più attenzione alle traduzioni, ai nomi dei traduttori, a controllare se c’erano nomi di traduttori ricorrenti che incontravo nei romanzi che più mi piacevano. Ancora non sapevo che sarei finita a tradurre anch’io, ma quella porta si era aperta.

Come è iniziato il tuo lavoro di traduttore editoriale? Ricordi qual è stato il primo libro che hai tradotto?

In realtà ho iniziato con i fumetti. Collaboravo già con una casa editrice come adattatrice testi e a un certo punto mi proposero anche una traduzione. All’epoca era un lavoro saltuario, che consideravo poco più di un hobby, ma mi è servito come punto di partenza.
Il primo romanzo che ho tradotto, invece, è stato Prigioniera del cavaliere di Meriel Fuller, uno storico della collana Grandi Romanzi Storici di Harlequin Mondadori (ora diventata HarperCollins Italia). Non è certo un capolavoro, ma ci sono molto affezionata.

Acquisti i libri che traduci? E che sensazione provi quando vedi il tuo nome in qualità di traduttrice?

In genere non li acquisto perché un paio di copie le ricevo dalla casa editrice, come da contratto. Però mi è capitato di comprarne da regalare ad amici e parenti, che erano curiosi di leggere i miei lavori. La sensazione di vedere il mio nome indicato come traduttrice è indescrivibile. Non ho figli, ma ogni volta che lo vedo, specie con AmazonCrossing che indica il nome del traduttore in copertina, provo quello che forse è l’orgoglio di un genitore. Per questo, scherzosamente, mi piace chiamare le mie traduzioni “i miei pargoli”.

Preferisci una traduzione più letterale o creativa? O un mix delle due a seconda dei casi?

Non c’è una traduzione che preferisco, è il tipo di romanzo a richiedere di volta in volta un approccio più letterale o uno più creativo. L’ideale è sempre un buon compromesso tra aderenza alla lingua originale e fluidità della resa in italiano, ma non sempre è possibile, soprattutto se ci sono giochi di parole o sfumature impossibili da rendere. Allora è inevitabile preferire una traduzione libera e creativa, perché prevale l’esigenza di mantenere l’effetto che l’autore aveva avuto intenzione di suscitare nel lettore, anche se la resa stravolge il testo. E ovviamente, la correttezza in italiano deve sempre avere la precedenza sulla traduzione troppo letterale.

Raccontaci un aneddoto, bizzarro, incredibile legato al tuo lavoro.

Credo che l’episodio più bizzarro sia stato proprio il mio esordio. Era appena uscita l’edizione italiana di un manhwa che amavo moltissimo, che avevo già letto in edizione inglese e anche francese, e pure in traduzioni amatoriali. Nella versione italiana c’erano un sacco di imprecisioni, si percepiva che chi l’aveva tradotto l’aveva fatto in maniera meccanica, superficiale, senza approfondire la terminologia più adatta al tema e all’ambientazione. Ho quindi scritto alla casa editrice, segnalando tutti i punti che secondo me andavano riveduti e migliorati nel volume successivo. La mia lettera era così appassionata che mi hanno risposto proponendomi di curare l’adattamento testi del successivo. E così ho iniziato a collaborare con loro.

Hai tradotto alcune autrici come Terri Osburn, Tracy Brogan, Elle Casey, Brenda Joyce, Elizabeth Boyle, Eva Leigh e tante altre. Hai mai avuto la possibilità di chiacchierare con qualcuna di loro?

No, in genere non ho alcun contatto con le autrici che traduco. A volte mi capita di trovare dei punti poco chiari, ma di solito mi confronto con la mia editor e risolviamo insieme i dubbi, senza interpellare le autrici.

Riguardo alle traduzioni qual è il tuo genere preferito? C'è un genere che non accetteresti mai di tradurre? E perché?

Ovviamente amo i romance, altrimenti non li tradurrei perché a volte tendono a essere ripetitivi, quindi se è un genere che non piace, diventa pesante lavorarci tutti i giorni. Di solito preferisco i romanzi frizzanti, quelli che hanno dialoghi brillanti e battute complicate da rendere, perché presentano una sfida che dà molta soddisfazione se si riesce a riprodurre l’effetto anche in italiano. Da lettrice amo molto anche i romanzi fantasy, l’horror e la fantascienza, ma non mi è mai capitato di tradurne, quindi non so come me la caverei. Invece vorrei evitare i gialli, ma solo perché non ne leggo molti e quindi non padroneggio bene il linguaggio tipico del genere.

Sappiamo che lavori come traduttrice per la HarperCollins Italia e che hai lavorato come co-traduttore per la Piemme. Molti traduttori sognano di poter lavorare per una grande casa editrice italiana ma pare sia molto difficile (se non impossibile essere presi in considerazione). E' davvero così? Come ci sei riuscita?

A dire il vero per me non è stato poi così difficile, ma si è trattato più che altro di un colpo di fortuna. Ho partecipato a un concorso di traduzione indetto dalla HarperCollins Italia (che all’epoca era ancora Harlequin Mondadori) e ho ricevuto la menzione d’onore. Come premio mi è stata proposta la traduzione di un romanzo, la traduzione che ho consegnato è piaciuta e ho quindi iniziato a collaborare con loro in maniera continuativa. Per la Piemme si è trattato di farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. C’erano tempistiche strette di consegna, a ferragosto, e un solo traduttore non sarebbe bastato, così l’agenzia di traduzione che si occupava del progetto ne ha affidato una parte a me perché aveva apprezzato la mia prova e io ero disponibile per farmi carico del lavoro nei tempi richiesti.

Girovagando per la rete si trovano degli articoli in cui si suggerisce ai traduttori di fare una proposta editoriale a un editore. Pensi sia davvero una buona idea farlo oppure si rischia il tipico "Grazie, le faremo sapere."? Ne hai mai fatta una? Se sì, è stata accolta? Se no, conosci qualcuno che ce l'ha fatta?

Non ne ho mai fatta una e non credo di farne a breve. Di solito le case editrici sono ben al corrente del trend editoriale futuro e di tutte le novità degli altri mercati stranieri, è molto difficile imbattersi in un capolavoro che sia sfuggito all’attenzione degli scout. Forse può funzionare nel caso di lingue poco conosciute, ma non certo per i romanzi in inglese. Conosco alcuni colleghi che ne hanno fatte e qualcuna è stata accolta, ma sono casi particolari e di solito sono proposte ben mirate, rivolte a case editrici medio piccole.

Lavori anche come traduttrice per AmazonCrossing. Sappiamo che hanno una sezione dove è possibile caricare il proprio CV ma c'è anche la possibilità di essere contattati direttamente da loro. Raccontaci la tua esperienza.

La mia collaborazione con AmazonCrossing è un po’ atipica perché non ho caricato il mio CV sulla loro piattaforma né sono stata contattata direttamente, ma lavoro con loro tramite un service editoriale, che funge da intermediario. Di solito mi propongono dei romanzi, faccio una prova di traduzione per vedere se la mia è la “voce” giusta per il romanzo e, se la mia prova piace, mi assegnano il lavoro. Una delle cose che apprezzo di più di AmazonCrossing è il nome del traduttore in copertina, un’attenzione al nostro lavoro che ben poche case editrici italiane ci riservano.

Sei stata anche traduttrice e adattatrice testi per la Flashbook Edizioni. Come lo sei diventata e cosa comporta lavorare su un manga rispetto alla traduzione di un romanzo?

Lo sono diventata con l’aneddoto che ho raccontato prima, dimostrando interesse per il loro lavoro e amore per i manga che pubblicavano. Tradurre fumetti o romanzi sono due cose diverse, ognuna con le sue particolarità, ma che hanno anche alcuni punti in comune. Nei fumetti hai una gabbia da rispettare, non puoi eccedere in frasi troppo lunghe che non ci starebbero nei baloon, anche gli a capo delle parole diventano importanti. In più c’è la difficoltà di associare un testo alle immagini. Se c’è un gioco di parole che in italiano si traduce in un certo modo, ma che poi non c’entra nulla con quello che è raffigurato nella vignetta, devi trovare un modo diverso di renderlo, a costo di stravolgere quello che c’era nell’originale. Ma imparare a rendere bene i dialoghi nei fumetti mi ha aiutata tanto a migliorare anche la mia resa dei dialoghi nei romanzi.

Negli ultimi anni stiamo assistendo anche alla pubblicazione di libri stranieri in italiano senza il classico editore. Sono gli autori stessi che contattano un traduttore oppure usano Babelcube. Hai mai sentito parlare di questo fenomeno e in particolare di Babelcube? Si tratta di una piattaforma che mette in contatto autori e traduttori. Tutti lavorano con le royalties. Accetteresti di iscriverti? Se no, perché?

A Babelcube mi sono iscritta diverso tempo fa, quando era ancora agli esordi, per curiosità, per capire che tipo di mercato ci potesse essere, e per capire come funzionava, ma non ho mai contattato nessuno per propormi come traduttrice perché ritengo che lavorare esclusivamente con le royalties non sia sufficiente come introito. Magari mi sbaglio, magari si può guadagnare bene, ma trovare il romanzo giusto che abbia buone possibilità di coprire il costo del mio lavoro come traduttrice è davvero difficile. In più, per quanto io mi impegni per consegnare traduzioni al meglio delle mie capacità, so che è necessario un lavoro di revisione, che spesso manca nelle traduzioni di Babelcube e questo fa arrivare sul mercato traduzioni scadenti, molto letterali, a volte con palesi errori di comprensione o di grammatica e sintassi italiana. Può essere però un buon trampolino per esordienti, per farsi un po’ le ossa e costruirsi un CV. Ma se manca la figura di un revisore, manca anche un punto di riferimento che possa insegnarti quali errori evitare e come migliorarti, cosa che per me è stata essenziale all’inizio e lo è tutt’ora. Credo che prenderei in considerazione di lavorare con Babelcube solo per arrotondare in tempi in cui il lavoro scarseggia, cosa che, lavorando da freelance, ogni tanto capita.

Se questo tipo di pubblicazione diventasse sempre più diffuso, pensi che gli Editori non avrebbero più ragione di esistere o rimarrebbe solo una pubblicazione alternativa?

Penso invece che l’editore rimanga una figura importante, un filtro necessario tra gli autori e il pubblico per presentare prodotti confezionati al meglio. Certo, con la crisi dell’editoria forse non tutti gli editori lavorano come si dovrebbe e ci ritroviamo con libri tradotti male, pieni di refusi e poco curati anche in libreria, ma in linea di massima l’editore dovrebbe essere una figura che garantisce un certo livello di qualità. Inoltre conosco tantissime persone che tutt’oggi non leggono e-book o che comprano esclusivamente in libreria, quindi ritengo che ci voglia ancora molto tempo prima che l’auto-pubblicazione soppianti totalmente l’editoria tradizionale.

E per concludere, quali sono i tuoi progetti futuri?

Per i progetti a breve termine, consegnare entro le scadenze delle buone traduzioni dei romanzi che mi sono già stati assegnati quest’anno, per il lungo termine invece voglio continuare a migliorarmi, magari con dei corsi di aggiornamento o seminari specifici, perché in questo lavoro non si finisce mai di studiare e imparare.